Parafilia

In sessuologia, con parafilia si indicano un insieme di manifestazioni della sessualità umana rivolte a comportamenti o situazioni non connessi al fine riproduttivo. Il termine parafilia è stato coniato in ambito scientifico per sostituire la vecchie definizioni di perversioni o deviazioni sessuali, fra le quali è stata inclusa anche l’omosessualità sia maschile che femminile. Se nelle parafilie non si hanno eccessi violenti, vengono considerate solo pratiche strane e non pericolose.

Ci sono diversi tipi di parafilie:

voyeurismo
quando si raggiunge il piacere guardando altri che praticano sesso
coprofilia
quando eccitano le feci altrui
urofilia
quando eccita l’urinazione
pornolalia
quando si è attratti ed eccitati dal turpiloquio e dalle parole volgari
coprofagia, spermofagia, pissing
eccitazione prodotta dall’ingestione rispettivamente di feci, urina e sperma
stuffing
riguarda la penetrazione con oggetti insoliti
spanking
sculacciare con veemenza

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Afrodisiaci

Un afrodisiaco (dal nome della dea greca Afrodite) è una qualsiasi sostanza assunta allo scopo, per lo più presunto, di esaltare la libido o migliorare le prestazioni sessuali (vincere blocchi e riluttanze, aumentare il desiderio, assicurare migliori prestazioni, ecc.). Può essere un elettuario, una pillola o un unguento d’origine vegetale e animale ma può anche consistere in alimenti o bevande eccitanti, tonici o corroboranti (vedi cucina afrodisiaca). Per esempio, è credenza diffusa che le carni rosse siano afrodisiache (e in effetti il colesterolo è un lontano precursore, tramite l’idropiandrosterone, del testosterone, ormone che influisce sulla libido).

I medici greci e romani tendevano a suggerire come afrodisiaci principi blandi e naturali. Lo stesso Ovidio, nell’Ars amatoria, respinge gli afrodisiaci pesanti. Molto considerato nel Medioevo e nel Rinascimento era il diasatirion, ricavato dal Satyrium hircinum, così come la mandragola, specie se raccolta in particolari luoghi e circostanze, mentre nel libertino Settecento si faceva un uso massiccio della polvere di cantaridina, che però sortisce effetti di irritazione e congestione di vie urinarie e genitali, ed è facilmente fatale se si oltrepassa una certa dose in proporzione al peso corporeo del soggetto umano o animale cui venga somministrata. Tali sostanze rivestono solo un carattere di curiosità storica, o in qualche caso conservano un utilizzo in veterinaria.

Diverso è il caso di farmaci e sostanze che, al di là dell’effetto placebo, possono stimolare in senso più generale il desiderio sessuale e/o facilitare l’atto sessuale. Per esempio il testosterone, la yohimbina, la papaverina e altri farmaci per il trattamento dell’impotenza o delle disfunzioni erettili possono considerarsi afrodisiaci, anche se non sempre hanno la capacità di migliorare ulteriormente prestazioni già normali o di indurre il desiderio a prescindere da una preesistente attrazione nei confronti del partner potenziale.

Una svolta in questo senso è stata indubbiamente rappresentata dalla scoperta del sildenafil (commercializzato come Viagra) e da altre molecole analoghe che inibiscono la fosfodiesterasi di tipo 5 (5PDE), coinvolta nel rilassamento della muscolatura liscia, favorendo la erezione dei corpi cavernosi e la sua durata e qualità. Dagli studi compiuti non sembra d’altronde che la loro azione sortisca effetti sessualmente significativi sui pazienti di sesso femminile.

Analogamente l’alcool e talune sostanze psicotrope controllate quali le anfetamine, la cocaina, l’ecstasy o metilendiossimetanfetamina (in particolare nella versione “sextasy” in cui è mescolata con gli inibitori fosfodiesterasi di tipo 5 di cui sopra) possono essere considerati afrodisiaci in quanto rimuovono le inibizioni o provocano stati di eccitazione psichica (sebbene gli effetti collaterali di un abuso di tali sostanze a lungo termine prevedano anche la disfunzione erettile); così come il ginseng, l’eleuterococco e l’arginina vengono presi in considerazione a tal fine per il loro effetto tonico generale.

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Sesso Orale

Sesso orale è la locuzione con cui comunemente ci si riferisce alle pratiche sessuali che richiedano l’uso della bocca e della lingua per la stimolazione erotica degli organi genitali, maschili o femminili.

Il sesso orale è praticato sia come alternativa al rapporto sessuale completo, sia come suo preliminare o complementare. Va tuttavia ribadito che il sesso orale non è un metodo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma semplicemente un atto sessuale in cui non c’è contatto diretto dello sperma con la vagina, mentre può esserci contatto diretto dello sperma con la lingua e la mucosa della bocca.

In rapporto alle diverse culture e psicologie, gli individui hanno un rapporto variabile con il sesso orale, che può andare dal disgusto al solo pensiero, al desiderio come atto molto piacevole, fino al preferirlo alla penetrazione genitale o anale.

Gli organi sessuali non sono le uniche parti anatomiche del corpo umano ad essere molto sensibili e ricche di terminazioni nervose: anche la bocca, la lingua e le labbra lo sono. Per questo motivo il piacere del sesso orale non si limita unicamente alla persona che lo riceve.

Il sesso orale può anche agevolare la successiva eventuale penetrazione, in particolare laddove l’eccitazione che esso produce nella donna che lo riceve, ne migliora la lubrificazione vaginale, agevolando l’ingresso del pene o di sex toy. La pratica del sesso orale sul pene, inoltre, ne favorisce l’erezione e può essere utilmente adottata per risolvere temporanei deficit erettili, dovuti ad esempio a cause psicologiche transitorie.

Il sesso orale nella storia
Entro certi limiti, la pratica del sesso orale era generalmente accettata in quelle culture in cui la balneazione (terme, bagni pubblici) era un costume sociale diffuso. Nella Grecia antica, nella quale l’omosessualità era tollerata e il ruolo della donna nella società generalmente non era di spicco, la persona che eseguiva il sesso orale era considerata attiva e quella che lo riceveva era considerata passiva.

Nell’antica Roma pagana il sesso orale era generalmente visto in un’ottica di sottomissione e controllo, evidenziata da due parole latine che descrivono l’atto: irrumare (penetrare oralmente) e fellere (succhiare). “Eseguire” qualsiasi pratica di sesso orale era considerato un atto passivo (ovvero riflesso di un’attività “sottomettente”), mentre “ricevere” il sesso orale era considerato un atto attivo (ovvero riflesso di un’attività “controllante”).

In questa logica, eseguire la fellatio e il cunnilingus era considerato deplorevole per un uomo: in particolare era considerata un’aberrazione per un uomo essere penetrato (o controllato) da un’altra persona di classe sociale inferiore. Questa stessa logica però permetteva ad un uomo di ricevere la fellatio da una donna o da un altro uomo di una classe sociale inferiore (come uno schiavo o un debitore), perché avrebbe espresso la sottomissione della persona di classe inferiore di cui avrebbe diretto le azioni. Il sesso orale tra membri di classi sociali basse era considerato un atteggiamento ancor più vizioso.

I Romani consideravano comunque il sesso orale una pratica molto più deplorevole rispetto, per esempio, al sesso anale: si diceva che chi era noto praticarlo soffrisse di alito pesante ed era spesso un ospite sgradito a tavola. Si pensava che fossero state le donne di Lesbo ad aver introdotto la pratica della fellatio, e si diceva che usassero tingere di bianco le labbra con il seme. Vi contribuivano anche ragioni di igiene: si riteneva che il sesso orale rendesse la bocca sporca e costituisse un potenziale rischio per la salute.

Con il Medioevo, il sesso orale fu considerato un tabù in gran parte dell’Occidente, in particolare a causa dello stretto ed esclusivo nesso fra sessualità e procreazione posto dal Cristianesimo di quell’epoca. In funzione di questa connessione, ogni pratica o atto sessuale non collegati alla riproduzione risultavano impuri ed erano perciò severamente proibiti.

Età moderna
Le disposizioni religiose, specialmente del Cristianesimo, in materia di atti sessuali non direttamente finalizzati alla procreazione hanno reso di fatto questa pratica poco accettata in Europa.[senza fonte] Tutti i grandi regimi totalitari del novecento, quali il nazismo e il comunismo, spesso accusavano nemici politici di “atti immorali che minavano la cultura e la tradizione popolare” per poter eliminare dalla scena sociale persone ritenute sgradite al regime.

Sviluppi alla pratica erotica, li hanno portati le teorie di Sigmund Freud: il contatto tra le zone erogene, la mucosa labiale e i genitali, Freud la chiama perversione, deviazione dall’oggetto sessuale vero e proprio, l’organo genitale del sesso opposto, non una pratica adatta al raggiungimento del coito, inoltre, nell’uomo, il contatto tra la bocca della donna e l’organo genitale maschile, la fellatio, è l’atto di potere sul proprio oggetto sessuale, secondo il più antico istinto di dominio proprio all’uomo, mentre, per la donna, non ci sono precise indicazioni a riguardo.

La liberalizzazione dei costumi sessuali e l’avvento della pornografia cinematografica (a partire dai filmati erotici degli anni trenta) hanno fatto sì che il sesso orale terminasse di essere un tabù e lo hanno in un certo senso “sdoganato”. Il sesso orale è diventato una pratica (sia attiva, sia passiva) complementare od alternativa al rapporto sessuale completo, spesso praticata nell’ambito dei preliminari al rapporto vero e proprio, ovvero come forma di petting.

Ciò ha avuto riflessi sul costume, tanto che anche alcuni film non pornografici, come i seguenti, presentano alcune scene esplicite di sesso orale:

Zabriskie Point, regia di Michelangelo Antonioni (1970);
E Johnny prese il fucile, regia di Dalton Trumbo (1971);
Il portiere di notte, regia di Liliana Cavani (1974);
Ecco l’impero dei sensi, regia di Nagisa Oshima (1978);
Una spirale di nebbia, regia di Eriprando Visconti (1978);
Il quarto uomo regia di Paul Verhoeven (1983);
Diavolo in corpo regia di Marco Bellocchio (1986);
Guardami, regia di Davide Ferrario (1999);
La donna lupo, regia di Aurelio Grimaldi (1999);
Ken Park regia di Larry Clark ed Edward Lachman (2002);
The Brown Bunny, regia di Vincent Gallo (2003);
Fallo!, regia di Tinto Brass (2003);
Swimming Pool, regia di François Ozon (2003);
Battaglia nel cielo, regia di Carlos Reygadas (2005).

Tecniche di sesso orale
Il sesso orale è praticato sia come alternativa al rapporto sessuale completo, sia come suo preliminare o complementare. Va tuttavia ribadito che il sesso orale non è un metodo di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, ma semplicemente un atto sessuale in cui non c’è contatto diretto dello sperma con la vagina, mentre può esserci contatto diretto dello sperma con la lingua e la mucosa della bocca.

In rapporto alle diverse culture e psicologie, gli individui hanno un rapporto variabile con il sesso orale, che può andare dal disgusto al solo pensiero, al desiderio come atto molto piacevole, fino al preferirlo alla penetrazione genitale o anale.

Gli organi sessuali non sono le uniche parti anatomiche del corpo umano ad essere molto sensibili e ricche di terminazioni nervose: anche la bocca, la lingua e le labbra lo sono. Per questo motivo il piacere del sesso orale non si limita unicamente alla persona che lo riceve.

Il sesso orale può anche agevolare la successiva eventuale penetrazione, in particolare laddove l’eccitazione che esso produce nella donna che lo riceve, ne migliora la lubrificazione vaginale, agevolando l’ingresso del pene o di sex toy. La pratica del sesso orale sul pene, inoltre, ne favorisce l’erezione e può essere utilmente adottata per risolvere temporanei deficit erettili, dovuti ad esempio a cause psicologiche transitorie.

Auto-fellatio [modifica]È il sesso orale praticato da un uomo su sé stesso: una forma di masturbazione che consiste nello stimolare il proprio pene con la propria bocca e lingua. In realtà, è un atto che alla stragrande maggioranza degli uomini risulta impossibile; infatti non riesce se non vi è la giusta combinazione di un corpo snello, di una notevole flessibilità della spina dorsale, e di una sufficiente lunghezza del pene, necessari per compiere questo atto. L’auto-fellatio (selfsucking in inglese), laddove ricorrano questi requisiti, può essere eseguita in diverse posizioni: stando in piedi, stando in ginocchio, da seduti, oppure distesi supini. Di fatto si distinguono sostanzialmente due posizioni: la posizione “a C”, e la posizione “a X”.

La posizione “a C” è la più frequente, e consiste semplicemente nel flettere il torso in avanti, fino a raggiungere il proprio pene con la bocca. Raramente essa viene eseguita stando in ginocchio (per la consistenza delle cosce che urtano contro le costole inferiori), ed ancora meno stando in piedi (postura più faticosa). La maggior parte delle persone capaci di auto-fellatio la eseguono: stando seduti su di una superficie piana (a terra o su di un letto) e divaricando le gambe; stando seduti su di una postazione rialzata (una sedia, uno sgabello, ecc.) nel qual caso vi è il vantaggio della spinta dei piedi che permette un ulteriore avvicinamento del bacino; ed infine da una posizione supina, stando sdraiati a terra o su di un letto e buttando all’indietro le gambe come a voler fare una capriola all’inverso.
La posizione “a X” è la più difficile di tutte e richiede un’estrema flessibilità, da veri e propri artisti circensi. È una posizione “a C” dove però il corpo viene ulteriormente flesso (diremmo oltre i 180 gradi), da risultare come arrotolato su sé stesso. È possibile eseguirla solo stando supini e buttando le gambe all’indietro, facendo emergere fra le cosce prima la testa e poi tutto quanto il torso e le braccia, ed infine bloccando le gambe rivoltate indietro facendole passare sotto le proprie ascelle. In questa posizione il mento viene a trovarsi ad altezza dei testicoli.
Esistono, sparse nel mondo, associazioni di cultori dell’auto-fellatio (molte delle quali rintracciabili su internet). In genere esse invitano ad una grande prudenza e cautela nell’eseguire questa pratica, poiché per chi non è predisposto, tentativi frettolosi e maldestri potrebbero portare a gravi danni alla colonna vertebrale.

La pratica dell’auto-fellatio offre diverse curiosità:

* Una leggenda metropolitana, probabilmente fondata sulla risaputa intensa attività erotica del poeta Gabriele D’Annunzio, ha attribuito a questo personaggio l’uso dell’auto-fellatio, resa possibile in seguito ad una operazione per la quale egli si sarebbe fatto asportare due costole. Ovviamente non solo è una leggenda che il poeta si sia fatto togliere le costole, ma è altrettanto priva di fondamento l’idea che l’asportazione delle costole possa poi consentire l’auto-fellatio.[senza fonte]
Sull’isola di Bali gli indigeni vendono ai turisti delle sculture in legno scuro (in genere piccole come una castagna; ma ve ne sono anche di dimensioni più grandi che raggiungono un’altezza fino a 20–30 cm circa) che ritraggono un uomo corpulento a torso nudo vestito solo di un perizoma, seduto con le gambe incrociate, e con la testa abbassata fino a nascondere il viso nel suo grembo; il viso è incorniciato da una zigrinatura di dieci tacche, che quindi dovrebbero corrispondere alle dieci dita con le quali si coprirebbe gli occhi. Per alcuni il personaggio sarebbe una specie di falso Buddha, secondo altri invece una divinità indù o malese. Quando si interrogano i locali al riguardo, le persone non vogliono pronunciarsi, forse per pudore oppure perché riguarda un loro aspetto religioso. Infatti pare che a Bali esista una setta segreta i cui aderenti praticherebbero l’autospermofagia, esaurendo così in sé stessi il loro ciclo vitale.
Auto-cunnilingus [modifica]L’auto-cunnilingus è l’auto-stimolazione orale della clitoride. Solo una piccolissima parte delle donne riesce ad eseguire questa pratica sessuale.

Auto-anilingus [modifica]L’auto-anilingus è l’auto-stimolazione orale dell’ano. Pochissimi uomini e donne riescono ad eseguirlo.

Cum swapping Cum swapping [modifica]Cum swapping, snowballing o spermutation è la pratica sessuale in cui un partner accoglie nella sua bocca lo sperma di un’altra persona e lo passa (swap) nella bocca di un’altra, solitamente tramite un bacio o facendolo colare.

L’utilizzo del termine snowballing deriva dal cosiddetto “effetto palla di neve”, ossia dall’aumento della quantità di liquido contenente sperma e saliva in proporzione a quanti sono i passaggi impiegati.

Siccome queste pratiche prevedono uno scambio di liquidi biologici senza nessun tipo di protezione, non sono considerate una forma di sesso sicuro. I rischi, pertanto, sono gli stessi del sesso orale non protetto.

Il termine è stato reso popolare dal film di Kevin Smith Clerks, nel quale il nome d’arte del personaggio Willam Black è “Palla di Neve” (Snowball), in quanto ama questo tipo di pratica.

Rischi e precauzioni
Questioni sanitarie [modifica]Il liquido seminale contiene acqua, piccole quantità di sali minerali, proteine e zuccheri. Essendo una sostanza leggermente basica, può avere un gusto aspro o salmastro a seconda dell’alimentazione;[senza fonte] tuttavia, come tutti i fluidi sessuali maschili e femminili, non è dannoso per chi sugge, se non per quanto riguarda eventuali malattie sessualmente trasmissibili.

Non è vero che il liquido seminale sia nutriente e ricco di proteine, dato che solitamente la quantità di liquido seminale eiaculata è modesta e contiene meno del 5% di proteine.[senza fonte]

Nel praticare il sesso orale, alcuni esagerano nel mordere i genitali o nel graffiarli coi denti. Se il sesso orale viene eseguito con molta veemenza è possibile provocare danni o abrasioni sia agli organi genitali sia alle mucose orali.

Malattie sessualmente trasmissibili (MST o MTS) [modifica]Vi sono molte malattie trasmissibili tramite rapporti orali:

il virus dell’immunodeficienza umana HIV (di cui esistono due tipologie: la più diffusa è l’HIV-1, mentre l’HIV-2 è prevalente in Africa) è trasmissibile attraverso le secrezioni (vaginali o lattee) ed eventuali tagli nella bocca o in prossimità di essa;
il virus del papilloma umano genera il condiloma acuminato, cioè verruche che si localizzano sul pene, nell’ano, o nelle mucose vaginali, dove possono causare il carcinoma della cervice;
sull’herpes simplex o labialis (di cui si conoscono due tipi di virus: l’HSV-1, che produce un’infezione non genitale e l’HSV-2, che è la causa principale dell’infezione genitale e neonatale), i pareri non sono univoci, ma diversi studiosi ammettono che il virus può essere trasmesso dalle regioni orali a quelle genitali e viceversa, durante il sesso orale[senza fonte];
il virus di Epstein-Barr, può trasmettere la mononucleosi infettiva tramite la saliva;
il Cytomegalovirus è un altro sierotipo della famiglia degli herpes virus;
l’Epatite virale C e l’Epatite virale B.
Anche alcuni parassiti possono generare patologie trasmissibili attraverso il sesso orale, come:

il Trichomonas vaginalis, un protozoo flagellato, è trasmissibile durante l’atto sessuale ed è in grado di colonizzare le pareti vaginali;
tra i batteri, il più diffuso, soprattutto a livello maschile, è il Neisseria gonorrhoeae o gonococco, che provoca la gonorrea quando infetta le pareti dell’uretra, generando una risposta infiammatoria e secrezioni purulente, associate a dolori o bruciori durante la minzione;
altri batteri collegati a patologie trasmissibili sono i Treponemi, tra cui l’agente eziologico della sifilide, con penetrazione della mucosa e formazione di ulcere non doloranti; e nelle fasi tardive provoca rash cutaneo e papule diffuse dovute alla risposta infiammatoria ed immunitaria.
L’uso costante e diligente del preservativo (di lattice o di poliuretano), sia quello tradizionale, sia quelli appositamente progettati per il cunnilingus, può prevenire la trasmissione di queste malattie. Il preservativo può essere sostituito dall’uso di una qualsiasi barriera in lattice (come un preservativo tagliato) o anche da una semplice pellicola trasparente, frapposta fra la bocca e i genitali femminili. Sono facilmente reperibili in commercio preservativi aromatizzati per evitare il gusto sgradevole del lattice o del poliuretano.

Curiosità sul sesso orale
Gli esseri umani non sono gli unici animali a praticare il sesso orale. Esso è stato osservato sporadicamente anche nei bonobo [6][7] (Pan paniscus), primati affini agli scimpanzé, i quali sono soliti utilizzare il piacere sessuale come base per i rapporti sociali all’interno del gruppo, ad esempio per la condivisione del cibo o per fare pace dopo un litigio.

da Wikipedia

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Sesso Anale

Il sesso anale (in alcuni casi chiamato anche sodomia, in riferimento al racconto biblico della distruzione di Sodoma) è una particolare pratica sessuale che consiste nell’inserzione in ano o retto, del pene o di altre parti anatomiche o di oggetti.

La presenza nella regione perianale, nel canale anale e nel retto di terminazioni nervose sensoriali, ha portato nel tempo a considerare erogena questa zona del corpo umano. La sensazione di piacevolezza percepita verso uno stimolo esterno in questa zona, varia da una persona all’altra e può risultare piacevole sia per chi penetra sia per chi viene penetrato. Nei maschi, può essere un’ ulteriore fonte di piacere per la stimolazione della prostata durante la penetrazione. Spesso la donna, nel ruolo di soggetto passivo, associa alla penetrazione anale la masturbazione clitoridea e/o vaginale, la quale, oltre a incrementare la sensazione di piacere, contribuisce a rilassare la muscolatura anale, agevolando la penetrazione. Tra i maschi vi può essere una preferenza rispetto alla vaginale, la maggiore stretta sul pene del muscolo dello sfintere anale può offrire una sensazione di maggior piacere.

Se effettuata in modo violento, specialmente per il soggetto passivo della penetrazione e in particolare le prime volte in cui la si pratica, la penetrazione può risultare dolorosa e addirittura provocare lesioni all’ano. Per ottenere l’allineamento fisico ottimale, la posizione considerata più appropriata e rilassante per i principianti, è quella del missionario, con un cuscino sotto i fianchi, le gambe sollevate in alto con le ginocchia verso il petto e i talloni appoggiati sulle spalle del partner, posizionato di fronte inginocchiato.

Generalmente il soddisfacimento che deriva da questo tipo di rapporto non è solo conseguenza di sensazioni fisiche ma anche del piacere psicologico di infrangere un tabù, spesso riconducibile all’educazione religiosa o di tipo repressivo e sessuofobico, la quale, in genere, considera tale pratica sessuale una perversione contro natura collegata con entità maligne, pertanto vietata. Il sesso anale è ancora un tabù in alcune culture ed è illegale sotto alcune giurisdizioni.

I rischi
Il rapporto anale, come quello vaginale praticato senza precauzioni, ovvero senza profilattico, espone a un alto rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili (come l’AIDS o la sifilide). Alcuni patologi hanno inoltre ritenuto opportuno definire una sintomatologia nota come bowel syndrome o sindrome viscerale, collegata con questa pratica sessuale, che ingloba varie patologie come condilomatosi genitale, emorroidi[1], proctite infettiva batterico-micotica, fistole anali, ascessi rettali, ragadi anali croniche, amebiasi, gonorrea, sifilide, ulcere anali e linfogranuloma venereo di Nicholas – Favre e congestione prostatica[2] [3].

Ad esempio il rischio di contrarre il virus HIV in un rapporto anale è valutato dallo 0,01% allo 0,185% nel caso di rapporto anale insertivo, e dallo 0,5% al 3% nel caso di rapporto anale ricettivo, che è un rischio molto più alto rispetto a rapporti vaginali[4].

L’ano non è in grado di lubrificarsi autonomamente come avviene nella vagina e dunque generalmente, per chi pratica il sesso anale diviene indispensabile, prima della penetrazione, prestare molta attenzione alla lubrificazione della zona interessata, in genere ricorrendo a lubrificanti specifici, come gel a base d’acqua (lo stesso usato per visite ginecologiche o per lubrificazione vaginale) reperibili in farmacia o nei sexy-shop.

È meno frequente, allo scopo, l’uso di pomate a base di vaselina, oli cosmetici o alimentari, burro alimentare; sebbene questi prodotti appaiano sul momento efficaci, rispetto al gel, alla lunga sono sconsigliabili perché possono determinare, con un’elevata frequenza, la rottura del profilattico ed essere fonte di irritazioni e reazioni allergiche.

Non sono rari i casi in cui il soggetto passivo, disponibile di buon grado alla prima esperienza, dopo i primi tentativi non riusciti, si convinca di non essere in grado, per conformazione fisica o per soglia di resistenza al dolore, di sostenere la penetrazione del partner. Il muscolo anale è dotato di elevata elasticità ma richiede una preparazione graduale e progressiva, in alcuni casi protratta anche per giorni o settimane.

Taluni, proprio per ridurre gli effetti dolorosi della forte stretta sul pene, fanno ricorso a profilattici ritardanti presenti in commercio sulla cui superficie interna è presente una blanda soluzione anestetica generalmente a base di lidocaina.

La pratica del sesso anale non comporta, in teoria, il rischio di gravidanze; tuttavia, in pratica, perdite di sperma dall’ano possono raggiungere la vagina e causare la fecondazione.[5] Viene quindi consigliato comunque di usare il preservativo, anche perché il suo uso riduce drasticamente il rischio di contagio da malattie veneree, e perché è psicologicamente rassicurante dal punto di vista meramente igienico.

Un comportamento rude e brusco, insufficiente lubrificazione, o l’uso di oggetti non adatti a questo uso, potrebbero causare lacerazioni alla muscolatura e/o alla mucosa rettale, con conseguenti lesioni che devono essere tempestivamente valutate da un medico. Queste lesioni aumentano di molto il rischio di contagio di diverse malattie.

Si può escludere per questi comportamenti il rischio d’incontinenza, non sembrando esistere casi documentati procurati da sessualità anale. Uno studio dell American Journal of Gastenerology non ha individuato differenze significative nel livello di incontinenza (in un campione di 58 persone) fra individui omosessuali analmente ricettivi ed eterosessuali senza esperienze di sesso anale [6]. La questione è comunque controversa e restano necessarie ulteriori indagini prima di escludere tale complicanza.

Un’altra fonte di rischio per contagio di malattie a trasmissione feco-orale è la pratica di sesso orale, successivo a quello anale.

Altre forme di sesso anale
Al sesso anale sono associate numerose ulteriori pratiche erotiche, tra le quali:

Un “butt-plug”l’uso delle dita;
l’uso di clisteri sia a fini igienici sia come gioco di ruolo nell’ambito sottomissione/umiliazione;
l’uso di “butt-plug” (letteralmente: tappi anali) di varie grandezze e forme, si indossano sotto la biancheria intima per archi di tempo più o meno lunghi, anche durante il disbrigo dei lavori domestici o sul posto di lavoro; sono anche utilizzati per il “training anale”, una tecnica per aumentare gradualmente l’elasticità del muscolo anale per rendere più agevole la penetrazione con il pene;
il cosiddetto “fisting” cioè l’introduzione dell’intera mano nell’ano del ricevente. Tale pratica, tenuto conto della conformazione dell’anatomia umana in prossimità dell’intestino, può risultare pericolosa se praticata da persone con poca esperienza o senza l’ausilio di lubrificanti. Penetrazioni troppo violente possono produrre danni che vanno dalla lacerazione dell’aponevrosi perineale, con conseguente prolasso ano-rettale, fino alla perforazione del retto.

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Sesso in auto

La trombata in auto è un classico dal sapore giovanile. In questo video l’innocente fanciulla (si fa per dire) cade con la bicicletta (in realtà si butta erpchè aveva pianificato la scopata) e il buon uomo sposato con tre bocche da sfamare a casa non perde tempo a soccorrerla. Le bocche da sfamare diventano subito 4 e dal pompino si arriva alla fottuta nell’abitacolo subito, appena in garage, abbandonato per il cofano che permette movimenti più liberi.

Car Sex Video

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Inculata davanti allo specchio

Non puoi immaginare quando piace alle troie vedersi penetrare dal vivo davanti ad uno specchio. In questo filmato amatoriale un zoccola matura si auto-incula guardandosi allo specchio.

Anal sex in front of the mirror

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Sesso in ascensore

Una arrappante Stefania Sandrelli e un Alberto Sordi sconvolto da un incontro sconvolgente in un ascensore in panne.

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Bella ragazza scopata sulla lavatrice

Scopare sulla lavatrice è da intenditori. Pensate quanti giochini si possono fare con la centrifuga. I ragazzi in azione preferiscono ignorare il comodo letto e darsi da fare, in modo acrobatico, usando l’elettrodomestico presente in tutte le case.

Beautiful girl fucked on a washing machine.

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Jessica Jaymes scopata sopra un biliardo

Jessica Jaymes scopata senza pietà, ma la troia gradisce …. eccome, su un tavolo da biliardo. La zoccola offre la figa aperta ad un cazzuto che la riempie fino all’utero. Nel finale la mette in ginocchio e le sborra in bocca.

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